hanginaround

martedì, 08 dicembre 2009

New

Velocemente: mi rinnovano il contratto. Fino a Marzo 2011 almeno si resta a Bruxelles... poi si vedrà!
postato da francescabianca alle ore 10:32 | link | commenti (4)
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venerdì, 04 dicembre 2009

Dell’utilità del blog

Mi segno qui gli ingredienti che ho messo nel panino che ho appena fatto (e mangiato) perché era proprio buono! Allora, avocado spiaccicato, prosciutto crudo, mascarpone, olio, fior di sale e peperoncino.
postato da francescabianca alle ore 12:59 | link | commenti (4)
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giovedì, 03 dicembre 2009

(Finally) New Orleans!

Questo post l’ho scritto nel corso dell’ultimo incasinatissimo mese, un pezzettino alla volta, e finalmente riesco a pubblicarlo... e voi probabilmente manco vi ricordate più che a fine Ottobre sono andata a New Orleans per un meeting, e che ero stata candidata al premio giovane ricercatore...
 
Il meeting...
Il meeting mi è piaciuto molto da un lato, un po’ meno dall’altro. Mi è piaciuto perché al momento io lavoro sulla qualità della vita nei malati, e questo era il meeting dell’ISOQOL (International Society of Quality of Life), quindi proprio il mio campo... ho visto un sacco di studi interessanti, ho conosciuto persone nuove, ho ritrovato persone che conoscevo già... sembrava un po’ di essere in famiglia! Mi ha lasciato perplessa perché ho visto questionare vari studi per motivi che erano chiaramente più politici che scientifici... e questo non mi piace.
Il Venerdì ho presentato il mio studio. Era la prima presentazione della mia vita ed ero un po’ tesa, più per il fatto di dover parlare (e ascoltare!) in inglese che per il contenuto. Dettagli frivoli: come ultima slide ho inserito una foto di Firenze che ha riscosso un gran successo, e, sono stata l’unica delle 4 ragazze a presentare non in tailleur ma in gonnellina svolazzante e tacchi. Dettagli tecnici: sono molto contenta di come ho presentato, un po’ meno contenta di come ho risposto alle domande. C’è da dire che l’argomento era molto controverso e mi aspettavo una reazione... ma cavolo, non avevo ancora finito di parlare che c’erano già 5 o 6 mani alzate! Comunque, ho risposto decentemente a tutte le domande, quelle scientifiche e quelle politiche. Poi la mattina dopo mi sono svegliata con tutte le risposte perfette in testa, ma presumo sia normale...
Dopo aver visto l’andazzo immaginavo che non avrei vinto il premio e così è stato (attenzione, non sto dicendo che chi ha vinto avesse appoggi politici, sto solo dicendo che l’argomento del mio studio era politicamente controverso e quindi a qualcuno è piaciuto molto e a qualcuno per niente!)... ma va bene così, sono soddisfatta di come ho lavorato, e mi sono fatta le ossa per la prossima volta!
 
La città...
New Orleans mi è piaciuta molto e mi ha sorpreso. E’ viva, con i suoi locali e la sua musica; trash, con i bar e il casino di Bourbon Street; solare, con le sue giornate di fine Ottobre luminose e calde e la gente per strada; tranquilla, con i suoi caffè all’aperto e la passeggiata sul Mississipi. E’ anche sporca e puzzolente... ma l’ho amata lo stesso.
Ho amato fare colazione (meeting permettendo) nel piccolo caffè in Chartres Street con i giornali ed i muffin più buoni del mondo, leggendo la guida e pianificando la giornata. Una Domenica mattina ho trovato sul tavolino un quotidiano e ho intravisto una striscia a fumetti, l’ho aperto per leggerla e mi sono trovata davanti l’intera pagina domenicale di vignette, da Calvin&Hobbes a Blondie&Dag... è stato un istante di pura felicità
Ho amato passeggiare sulla riva del Mississipi la mattina presto, quando non c’è nessuno e l’acqua calma fa venire voglia di stare semplicemente lì seduti ad osservarla scorrere... pensando a quanta storia ha visto passare quel fiume.
Ho amato Pirate Alley (questa strada ricordava un po’ quella in cui Harry Potter va a comprare i libri per Hogwarts!), la libreria piccola con il proprietario che parla un po’ d’italiano, il bar sull’angolo con le ragazze che preparano cocktail a base di rum.
Ho amato il Mississipi di notte, quando si popola di vagabondi gentili che suonano la fisarmonica e regalano concerti volanti.
E, ho amato il cibo! New Orleans è stata una vera e propria rivelazione da questo puto di vista, la prima città americana fra quelle che ho visitato che ha una propria identità culinaria, e la afferma gridando forte. Ho amato il gumbo, una sorta di zuppa piccante con carne e riso; ho adorato il jambalaya, un piatto con riso, pollo e salsa di pomodoro; mi sono bruciata la bocca col pane al peperoncino nel tentativo di alleviare il bruciore dovuto al jambalaya; ho trovato un tocco di dolce nel budino di pane e banana. Ovviamente ho comprato un libro di ricette, quindi questi piatti appariranno presto sul blog! E, se mai passerete da New Orleans, andate assolutamente a mangiare qui, e non andate assolutamente a mangiare qui.
Non ho amato, invece, il modo in cui ho sentito parlare da molti di New Orleans: sembra quasi che le altre città statunitensi la giudichino per questa sua anima frivola e spensierata, e ho sentito con le mie orecchie qualcuno dire “They deserved the hurricane”. Gran parte dei danni provocati da Katrina si sarebbero potuti evitare con maggiori misure preventive prima e maggiori interventi di soccorso dopo, lo sapevate? Ma pare sia stato deciso che non ne valeva la pena...
 
Le persone...
A New Orleans ho conosciuto persone nuove, come Aisya, una ragazza della Malesia con cui ho trascorso un bel pomeriggio di sole esplorando la città; e ho ritrovato vecchie conoscenze, come Javier, con cui ho vissuto un’incredibile notte di Halloween.
La cena del convegno era il 31 Ottobre, la sera di Halloween appunto. Mi sono messa il vestito da principersa col cappello da strega, io e Javier siamo stati alla cena il minimo indispensabile e poi siamo usciti nella notte illuminata da migliaia di zucche.
Ci siamo lasciati trasportare dalla folla fino a Pirate Alley, dove abbiamo bevuto cocktail a base di rum e fatto discorsi trallallerotrallallà con degli autoctoni ubriachelli come noi. Ci siamo lasciati la folla alle spalle e abbiamo camminato fino alle sponde del Mississipi, dove un vagabondo di passaggio ci ha regalato un concerto privato, illuminato dalla luce delle stelle, accompagnato dal mormorio dell’acqua. Siamo tornati verso il centro e sulla via ci siamo imbattuti nel Cafe Du Monde aperto; allegramente sorpresi, ci siamo seduti e abbiamo ordinato un mojito e un hurricane, per sentirci rispondere “Solo caffellatte o churros”... e allora abbiamo ordinato i churros. Abbiamo attraversato il centro e siamo sbucati in una zona sconosciuta, siamo entrati nel primo pub che abbiamo visto e ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un karaoke per drag queen, una mummia stava cantando “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman” con aria languida. Siamo usciti e abbiamo finalmente trovato il bar perfetto, ci siamo rimasti non so quanto tempo bevendo hurricane e chiacchierando, un po’ fra noi un po’ con gli altri passeggeri (di passaggio), il ragazzo seduto alla mia sinistra mi ha raccontato la folle storia della sua vita, finzione o realtà? Iniziava ad albeggiare quando ci siamo incamminati verso aeree più note, abbiamo trovato un forno aperto tutta la notte e ci siamo divisi una pizza, i proprietari hanno riconosciuto il mio accento italiano e sono venuti a chiedere se era buona, se era come quella che si mangia in Italia.
Siamo tornati in albergo verso le 6, noi siamo andati a dormire ma fuori la festa continuava...
 
... e ho avuto l’impressione che nonostante tutto non finisca mai.
  
Mississipi
postato da francescabianca alle ore 15:14 | link | commenti (3)
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mercoledì, 02 dicembre 2009

Le petit troll / 4

Come potete immaginare durante questa settimana, col super meeting internazionale in corso e la massima serietà richiesta, il troll che alberga in me ha dato il meglio.
 
Le petit troll parla al convegno.
Il super meeting è durato 3 giorni, e Giovedì è toccato a me presentare. A fine pomeriggio, un po’ stanca, col raffreddore, sono salita sul palco, e come ho aperto bocca mi sono resa conto di avere la lingua completamente secca. Davanti a me una bottiglia d’acqua da 2 litri... e nessun bicchiere. Ho iniziato a parlare, e più parlavo più la bocca mi si seccava, e c’era questa bottigliona proprio davanti a me, tipo oasi nel deserto, e non la potevo bere... Ho presentato un paio di slides sforzandomi di parlare comprensibilmente nonostante la salivazione azzerata, poi ho pensato “Ma vaffanculo”, ho stappato la bottiglia, mi ci sono attaccata e ho bevuto a garganella. E poi ho ricominciato a parlare
 
Le petit troll va alla cena di gala.
Sempre Giovedì, la sera c’era la cena di gala per tutti i partecipanti al meeting. Io avevo un mega raffreddore, e già mi ero fatta notare perché durante le pause, mentre tutti assaltavano i panini, io assaltavo le pile di tovagliolini. La sera della cena mi sono vestita e truccata con cura, ho scelto una di quelle pochette fashionissime e completamente inutili perché date le dimensioni non ci entra niente e, visto che mi ero scordata per l’ennesima volta di comprare i fazzoletti, ci ho pigiato dentro un rotolo di carta igienica. Ho chiuso la borsetta a forza e mi sono avviata a piedi verso il ristorante, insieme a tutti i partecipanti al meeting. Mentre percorrevo la strada bagnata, chiacchierando amabilmente con un medico australiano e cercando di evitare le pozzanghere, la borsetta implodeva... finché non ha cambiato idea e non ha deciso di esplodere, lanciando fuori la carta igienica che è atterrata davanti a me e ha iniziato a farmi strada srotolandosi (tipo tappeto degli Oscar, meno fashion però), con tutti che la guardavano sconvolti e io che la inseguivo col naso che colava gridando “Nooo... la mia carta igienica!!!”...
 
Le petit troll si dà al turismo.
Sabato Javier era ancora qua e, nonostante il raffreddore e la pioggia, ho fatto la brava ospite e l’ho portato in giro per Bruxelles. Siamo stati in giro tutto il giorno e verso mezzanotte, stanchi morti e bagnati, abbiamo preso la metropolitana per tornare a casa. Io sono stramazzata su un sedile ho appoggiato l’ombrello alle porte, la metro è partita, alla fermata successiva si è arrestata, ha aperto le porte, e l’ombrello è stato inglobato nello spazio fra la porta e la parete. La gente è scesa ed è salita, le porte si sono richiuse... e si sono immediatamente riaperte perché un ombrello giallo bloccato fra porta e parete ne impediva la chiusura completa. E la metro non è ripartita finché la passeggera colpevole (io) non è delicatamente riuscita, a forza di colpi e spinte, a liberare il povero ombrello mezzo spiaccicato... con tutti i passeggeri che la guardavano malissimo, tranne uno (Javier) che fingeva di non conoscerla.
  
Le petit troll
postato da francescabianca alle ore 10:18 | link | commenti (4)
categorie: le petit troll
mercoledì, 02 dicembre 2009

E’ arrivato il freddo!

E’ arrivato il freddo vero, finalmente. Quello bello, col cielo quasi terso (siamo pur sempre a Bruxelles) e le mani congelate e l’aria che profuma di Natale. Che qua di pioggia e vento non se ne poteva più!
postato da francescabianca alle ore 09:37 | link | commenti
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martedì, 01 dicembre 2009

Love

E così ieri sera ho preparato il catering per PLP, che aveva una riunione con colleghi a casa nostra.
L’idea era di mettere insieme un aperitivo da smangiucchiare mentre discutevano, il budget era limitato, e così ecco quello che ho cucinato:
-          rotolini di pasta per pizza con pomodori secchi, capperi, alici, olive
-          focaccia con salsa alle melanzane
-          crostini avocado e mozzarella
-          mini quiche
-          pizzette di pasta sfoglia
In realtà non è del menù che volevo parlare, bensì del fatto che gli amici di PLP devono aver pensato che io sia la persona più triste e patetica al mondo.
La cucina è aperta sulla sala, la riunione era in sala, quindi loro mi hanno visto cucinare, portare il cibo e posarlo senza aprire bocca per non disturbarli mentre discutevano, tornare a cucinare, portare via i vassoi sporchi, portare altro cibo, pulire la cucina, e infine andare a letto alle 22.
Considerando che PLP è il mio ex e che tutti pensano mi abbia mollato lui, devono aver immaginato che io ne sia ancora innamorata dopo 15 anni e che lo abbia seguito in Belgio e mi sia piazzata in casa sua e cucini per lui e gli pulisca casa (quando mai... ma loro questo non lo sanno) nella speranza di riconquistarlo!
postato da francescabianca alle ore 11:19 | link | commenti (2)
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lunedì, 30 novembre 2009

E’ finita!

E’ Lunedì mattina, il sole splende, e il periodo di superlavoro è finito!
Adesso la cosa importante è non adagiarsi sugli allori... e aggiornare questo povero blog che langue
Allora, boh, è tanto di quel che tempo che non scrivo che non so da dove cominciare.
 
Intanto, la scorsa settimana qua da noi avevamo organizzato un corso sulla qualità di vita nei pazienti. Questa roba qua. Era una cosa abbastanza grossa, sono venute un sacco di persone da tutti e 5 i continenti per seguire il corso! E devo dire che è andata benissimo, sia dal punto di vista organizzazionale, sia dal punto di vista scientifico, la qualità delle presentazioni (e delle discussioni che ne sono conseguite) era veramente alta.
Io mi sono svegliata il primo giorno con mal di gola e febbre, che rabbia... però non mi sono lasciata fermare, l’unica cosa che ho proprio saltato è stata la prima cena di lavoro... che fra l’altro era in un ristorante buonissimo, uff!
Il pubblico era costituito prevalentemente da clinici (medici), e a me è toccato l’arduo compito di parlare di una tecnica di analisi statistica abbastanza avanzata il penultimo giorno a fine pomeriggio... ho cercato di preparare una presentazione non troppo pesante e comprensibile, avvalendomi di disegnini e roba varia senza trascurare il contenuto scientifico, e onestamente credo di esserci riuscita, il giorno stesso e anche quello dopo molto medici son venuti a congratularsi e a dirmi che non avevano mai capito l’argomento che ho spiegato e che grazie alle mie slides ci sono riusciti!
Sono stata l’unica italiana a parlare e pure la più giovane (insieme a Lily), e scusate ma son soddisfazioni!
Anche il petit troll è venuto al corso, e ovviamente ha fatto il suo show, ma questo sarà oggetto di un post a tema.
 
Poi, fra le varie persone venute a Bruxelles per il corso c’era il mio amico Javier da Houston (da Houston e non di Houston, è cileno). E’ stato mio ospite, ha fatto scorpacciate di cucina italiana e belga, mi ha dato un sacco di consigli lavorativi interessanti, ha scoperto la pioggia e il vento belga insieme a me. E pure io ho un po’ riscoperto questa città, credo che sia stata la prima volta che la affrontavo non da turista ma da guida.
 
G non l’ho praticamente visto per tutta la settimana e mi è mancato un bel po’, ieri Javier è partito e finalmente abbiamo passato una serata insieme, è stato bello... anche se io dovevo cucinare per PLP, che mi ha ordinato un catering per stasera!
 
Per il resto non ho granché da dire, sto bene, sto cercando di riordinare la mia vita adesso che ho un po’ più di tempo, sto aspettando di sapere se mi rinnovano il contratto che scadrà a Marzo... e poi boh, non lo so neanch’io!
 
Vado perché fra la prima e la seconda parte del post sono andata a pranzo e adesso ho un abbiocco clamoroso e tutte le cose simpatiche e interessanti che volevo scrivere sono state fagocitate dalle linguine agli scampi...
postato da francescabianca alle ore 13:12 | link | commenti (5)
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martedì, 24 novembre 2009

Le petit troll / 3

Ogni tanto scrivo post volanti, poi quando ho tempo li copio sul pc!
 
Non vi ho ancora raccontato le ultime prodezze del petit troll...
 
Partiamo da qualche mattina fa. Ero rimasta a dormire da G e stavo uscendo per andare al lavoro, di corsa come sempre. Ero già sulla porta quando ho notato sul tavolo del salotto un bel cestino pieno di mandarini. Sono tornata indietro per prenderne uno, e G non ha fatto in tempo a dire “Attenta, ce n’è uno da buttare!” che le petit troll aveva già un originale anello consistente in un mandarino marcio infilzato su un dito...
 
Poi, Mercoledì scorso era il compleanno di PLP. Dovete sapere che quando sono andata in Italia ho trovato la statuetta del petit troll, quello vero!, e ovviamente l’ho comprata. E’ esattamente quello della foto sotto, è alto circa 15 cm e ha un naso lunghissimo, tanto che avevo una gran paura che in valigia si rompesse. Per fortuna non è successo... E così, tornando al compleanno, Mercoledì ho preparato una bella torta per PLP, ci ho infilzato una candelina, e quando è arrivato a casa ho spento tutte le luci e gli ho aperto cantando “Tanti auguri a te” con la torta con la candelina accesa in una mano e la statuetta del troll nell’altra. PLP è stato molto contento... fino a quando non si è chinato per soffiare sulla candelina, e non si è trovato il lunghissimo naso del troll in un occhio!
 
Sabato sono andata a cena fuori con G. Sul tavolo del ristorante c’era una pianta secca e dura, e mossa da pietà ho sacrificato una parte della mia bottiglietta d’acqua per annaffiarla. Peccato che l’attenzione per i dettagli del petit troll sia un po’ scarsina e che la pianta sia rimasta ostinatamente secca e dura per tutta la sera... eh già, era di plastica.
 
Infine, Domenica pomeriggio G dormicchiava, io lavoricchiavo, e a un certo punto mi è venuta fame. Non volevo svegliarlo e, visto che il suo frigo è un tripudio di formaggi francesi, mi sono appropiata di un caprino e ho lanciato 2 fette di pane nel tostapane... che si sono incastrate e che nella foga di liberarle e mangiarle ho scassinato il tostapane ve lo devo dire o non importa?
   
Le petit troll
postato da francescabianca alle ore 10:51 | link | commenti (3)
categorie: le petit troll
martedì, 24 novembre 2009

- 4

La settimana di fuoco è iniziata, e io stamattina mi sono svegliata malata.
Olé!

postato da francescabianca alle ore 08:59 | link | commenti (2)
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domenica, 22 novembre 2009

- 6

Devo lavorare, ma fuori c'è un sole che spacca le pietre.
Congiura!

postato da francescabianca alle ore 11:08 | link | commenti (1)
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